Selfie?


Dove vogliamo andare, se da poche ore dopo che http://www.repubblica.it ha usato, riprendendo un blog di una tizia cui aveva rubato il telefonino, la parola selfie in una delle sue gallerie di immagini, ho già letto decine e decine di persone, specialmente sul Faccialibro, che la ripetono? Forse si dovrebbe essere in grado di fare una cernita delle informazioni che riceviamo da internet, ma in realtà basta qualche parola ripetuta un paio di volte e tutti nel vortice... quando con il mio vecchio collega di lavoro tornavamo a casa e discutevamo delle notizie del giorno, ricordo ancora i dubbi che ci portavano, negli ottanta post-orwelliani, a credere che le stupidità ripetute dal berlusconiano Drive In avrebbero lasciato il segno sui telespettatori, cosi' come non dico la lobotomia, ma quanto meno un'anestesia per un paziente da operare. Questa parola, in queste ore di massima popolarità, viene usata suppongo da tantissimi estimatori di Twitter, ma anche dei commenti di Facebook e perfino degli sms, insomma, da coloro che non le parole non vogliono avere nulla a che fare. Non sto dicendo che parlo di ignoranti (in questa categoria posso mettermi anche io, basta sfogliare queste pagine per capirlo), ma di gente che rifiuta la scrittura as is in modo da affidarsi solo ad abbreviazioni e concetti semplici, e che nel programma (se non sbaglio di Antonio Ricci, uno dei più grandi sostenitori e propugnatori della nettezza televisiva, indipendentemente da quello che dice, godendo di averlo detto, Walter Veltroni) aveva trovato un caldo e accogliente rifugio, riservandosi di dire "Has fidanken" a scuola o a lavoro il giorno dopo. Finirà quando tutti si saranno iscritti a Yahoo Answers, e il ch sarà finalmente bandito dall'Accademia della Crusca.