Vogliamo i colonnelli


Dopo tanto tempo, un film che mi riappacifica con il mondo. Monicelli non è il peggior regista del pianeta Terra, nemmeno Tognazzi è il primo bischero messo a recitare. Così, nel 1973, poco tempo dopo il golpe ellenico e le ancora poco chiare (se non sul fatto che estrema destra, mafia e americani possono essere buoni amici, alla faccia di noi coglioni che compriamo le magliette con le bandierine americane) vicende di Junio Valerio Scipione Ghezzo Marcantonio Maria dei principi Borghese e dei suoi forestali.

L'onorevole Giuseppe Tritoni, della Grande Destra, non doveva poi essere così diverso dal Borghese, intendendoli impegnati in un colpo di stato farsa, che però, almeno a quel che sembra, aveva più conseguenze nel film che nella nazione: mi sa che comunque le motivazioni erano le stesse, e lo dicono considerazioni di persone che hanno impiegato ben più tempo di me nel ragionarci sopra. Nel film, sono una delizia la riunione dei congiurati, e frasi come la mitica "Ma perchè un ingegnere deve essere uguale a un muratore...madonna di un dio! Soltanto i coglioni sono uguali l'uno all'altro.".

Del film non saprei dire se è maggiore la parte dell'impegno rispetto a quella comica: sì, la satira è divertimento e serietà allo stesso tempo, ma non voglio dire che come la intendiamo adesso la intendessero anche negli anni settanta. Resta il fatto che quegli anni, in cui ero occupato in cose ben più tranquille come il frequentare le elementari, per qualcuno devono essere stati davvero frenetici.


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