Pancia Mia Fatti Capanna


Da quando ho l'età della ragione (?), ho sempre detestato Mario Capanna. Il simbolo della sinistra più conservatrice e allo stesso modo più inconcludente mai esistita in Italia, l'espressione tipica di coloro che non riescono a capire la differenza tra il leggere (non dico lo scrivere, ripeto, "leggere") un libro e fare qualcosa per la gente. Parlo di anni fa, anche ai tempi di Democrazia Proletaria. Da allora, lo scadere in una sempre maggiore integrazione nel sistema politico italiano. Un pò di partitelli frequentati, incarichi stipendiati, e che senza alcun dubbio lasciano dubbi sulle qualifiche per averli, ma alla fine, il ritorno a casa, o meglio, alla vecchia agenzia della banca. In un altro paese probabilmente avrebbe dovuto lavorare e conoscere gli operai, in Italia gli è andata bene. La rivoluzione, tanto sognata, si è materializzata nell'evitare la vecchia trappola esistenziale "mangiare = lavorare", che tanti italiani invece ha catturato.

Il 13 gennaio scorso, a La zanzara, raccontando di difendere la pensione di tutti gli italiani: Prendo due vitalizi per un totale di 5mila euro netti al mese, ma non sono un privilegiato. Quei due vitalizi me li sono meritati e la riduzione del 10 per cento è sbagliata perché non si possono toccare i diritti acquisiti. Io mi batto per tutti i cittadini, non per la mia pensione. Che volete fare, volete che finisca come un barbone?


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