Fuoco E Fiamme

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2018/12/11

Mentre il sindaco no-tutto di Sesto Fiorentino, degno esponente della sinistra che rappresenta la wave fiorentina della decrescita felice, e le nostre locali Mamme no inceneritore si ostinano a lottare contro un impianto che nelle altre città europee è usato anche per fornire divertimenti alle famiglie, a Roma prende fuoco un impianto di smaltimento, producendo in poche ore la diossina che un centinaio di termovalorizzatori produrrebbero in un anno. Una discarica in fiamme porta più inquinamento di tanti termovalorizzatori, senza contare gli sversamenti di sostanze e l'inquinamento dei camion che girano, girano, e portano i rifiuti da una parte all'altra. Tra le altre cose, è vero che l'esperienza personale è limitata rispetto alla scienza statistica, ma ogni volta che giro per il comune della piana non vedo le attrezzature per una raccolta differenziata spinta, ma semplici cassonetti, insomma, siamo molto lontani dai rifiuti zero di cui vagheggiano alcuni, che lavorano ovviamente in settori ben diversi dal waste management.
Considerando che il recupero dell'energia dai rifiuti bruciati se la lotta con le 150-200 euro a tonnellata per lo smaltimento altrove, non c'è storia nemmeno con i costi. Aiuterebbe anche l'evitare il rischio di cadere in una emergenza rifiuti. Allora perché questa irragionevolezza?

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